Prima dell’introduzione del denaro, l’unico modo per scambiare delle merci era il baratto ovvero lo scambio diretto di beni contro beni. Il baratto era però una modalità sì semplice ma soggetta a diversi problemi uno dei quali era costituito dai vincoli di tempo. Chi avesse voluto scambiare merci di tipologie assai diverse infatti avrebbe potuto farlo solo quando entrambe le merci fossero state disponibili nello stesso tempo e nello stesso spazio.
Ad esempio un baratto di arance contro grano posti i diversi tempi stagionali di maturazione e dunque di reperibilità era impossibile o quantomeno sconsigliabile.
Nel tempo dal baratto diretto si passò al baratto mediato attraverso l’uso di una terza merce di carattere guarentigo la quale potesse fungere da "valore-ponte". Questo consentiva non solo di poter ampliare la possibilità di scambio oltre la contemporaneità di reperimento ma anche di effettuare scambi indiretti. Questa "merce terza" fu nel mondo occidentale ben presto individuata in lavorazioni ben definite di alcuni metalli il più noto è l’oro. Con l’oro, per fare un caso concreto era possibile vendere i maiali nel momento migliore ricevendo in cambio delle monete era possibile riutilizzare lo stesso oro per comprare il grano quando fosse in maturazione.