L’oro è un metallo tenero che è difficile da trovare denso e conservabile. Per questi motivi l’oro come denaro si diffuse rapidamente dall’Asia Minore dove venne inizialmente utilizzato al mondo intero.
L’utilizzo di questo sistema richiede di effettuare diversi passi e qualche conto: la pietra di paragone permette di stimare la quantità di oro in una lega che deve essere poi moltiplicato per il peso del pezzo di metallo per trovare la quantità di metallo prezioso contenuto. Per semplificare questo processo venne introdotto il concetto di monetazione standard prefissato come il peso delle monete coniate in modo tale che conoscendo l’origine della moneta non era richiesto l’utilizzo della pietra di paragone. Le monete erano coniate dai governi con procedimenti rigorosamente protetti e poi marcati con simboli che garantivano il peso ed il valore del metallo. Sebbene l’argento e l’oro fossero i metalli comunemente usati per coniare monete non mancò l’utilizzo anche di altri metalli. All’inizio del XVII secolo la Svezia si trovò in carenza di metalli preziosi e così produsse "piastre" che erano grosse lastre di rame di circa 50 cm di lato che riportavano l’indicazione del loro valore. La scarsa maneggevolezza di queste piastre contribui indubbiamente a far sì che la Svezia fosse il primo paese europeo ad emettere banconote nel 1661. Il sistema delle merci di scambio in molti casi è evoluto in un sistema di denaro convertibile.
Valute cartacee e monete di metallo non prezioso erano coperte dalla promessa di un governo o di una banca di trasformarlo in una determinata quantità di metallo prezioso come l’argento. Proprio da qui deriva il termine "British Pound" che era una unità monetaria garantita da una libbra "Pound" di argento al 92.5% "Sterling Silver" da cui la valuta "Pound Sterling" o "Lira Sterlina".